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I CONFINI DI POTEMKIN
Una storia di fantasia
Una nuova cortina di ferro corre lungo il 49° parallelo. Recidi tutti i legami diplomatici mentre espelliamo tutti i dignitari americani e forniamo consigli sul traffico nazionale a chiunque sia rimasto dentro. Nessun posto in cui fuggire. Nessun posto in cui nascondersi. Le granate esplose del confine sud stanno sparse lungo un freddo tratto di quella che doveva essere l’interstatale. Ancora visibili al di sotto dei loro resti carbonizzati, le targhette Pax Americana. I vostri stupidi dischi-laser™ del cazzo erano solo l’inizio. E anche se siete alti sei cubiti e una spanna, noi abbiamo una fionda da pastore e cinque pietre nella mano e la battaglia del 1812 è ancora viva nel nostro cuore. Non ci importa di essere distrutti. Non capitoleremo mai. Trascineremo tutto questo cazzo di mondo con noi nelle fiamme. È solo una storia di fantasia. Non c’è bisogno di allarmarsi. Abbiamo ancora 15 anni buoni prima che le scritte Uniti Resistiamo sui muri della West Broadway finiranno per cancellarsi e noi diremo addio a questi tristi ed infantili ritornelli. Saranno rimpiazzati da altre stupide ninnananne come se vuoi la mia pistola dovrai prendertela dalle mie fredde mani morte. È solo una storia di fantasia. Non c’è bisogno di allarmarsi.
Frequenze fisse
Qui, nella terra che fu promessa ad Abramo, vi ascoltiamo catechizzare dal vostro pulpito d’oltreoceano. Piangete le prove della nostra barbarie. Asciugati gli occhi, fariseo. Parliamo entrambi il gergo dei coloni. Entrambi leggiamo gli stessi copioni già messi in scena e canticchiamo motivetti familiari, trasmessi su frequenze fisse, bloccati in abitudini immutabili. Entrambi professiamo intenti nobili mentre civilizziamo gli ostacoli umani. Perciò, se le tue mani sono pulite, allora noblesse oblige: togliti dalla faccia quello sguardo da “chi, io?” e riconosci che i nostri progetti sono separati soltanto dallo spazio e dal tempo. Scene diverse, stessi delitti. Prega, chi è senza peccato scagli le prime statue delle ex canaglie fatti eroi popolari, erette dai tuoi padri. Non darmi lezioni sulla terra depredata mentre te la godi sulle spoglie di tuo padre. Noi non vogliamo niente di più di quello che voi già avete: una confortante serie di “fatti” assolutori, come ad esempio il mito di una terra disabitata, e una conquista così completa che possiamo togliere questi carri armati dalle nostre strade, affidare ai burocrati le questioni in sospeso e diventare proprio come voi: gironzolare spensierati nei vostri bar, assolti dal peccato e dalle granate umane. Detto tra di noi, come ha fatto il vostro deserto a fiorire?
Il carro funebre di Fedallah
Come per molti esperti diplomatici, anche per i vostri laureati di vanto l’accesso ai gradi più alti del sacerdozio culturale dipende dalla loro attitudine ai sofismi. Bene, vi dichiaro i meglio equipaggiati per evitare discorsi che possano suggerire dei pensieri che il vostro obiettivo-chiave di mercato non abbia già approvato, autenticato e ratificato. E vi dichiaro i più adatti ad ingombrare il vostro linguaggio con così tanti rami secchi che nessuna potatura riuscirebbe a smascherare il vostro intenso, protratto impegno a non dire assolutamente nulla. I vostri sogni ad occhi aperti di riunioni in abito da sera a Rideau Hall. Il vostro discorso d’accettazione. La vostra pausa drammatica. Non dimenticate di ringraziare quei giornalisti rock contenitori di aspro sperma di ex-musicista che applaudono come pazzi l’ultimo artista-un-tempo-conosciuto-come-iconoclasta, stordito dai fumi di una fresca defezione, deprimendosi per il beat lamentoso di una sessione di ritmo hat-rack, un accordo tacito di mutua non aggressione gradito ad ogni nauseante funzionario nullafacente. In realtà, non è tanto l’incessante furbata di attribuire un profondo significato alle insensate curiosità con cui decorate il set delle vostre fiction straordinariamente mondane. È la (colossale) arroganza del sottotesto: la provincia degli eventi umani è un campo che è meglio lasciare a dilettanti con una straordinaria bravura nel fingersi paralizzati. Nel non dire nulla. Nel sognare ad occhi aperti riunioni in abito da sera a Rideau Hall. Un discorso d’accettazione. Applauso sostenuto.
Scavato nella terra
È vita questa? Star fermi ed aspettare. In questa città fatta di rottami. È vita questa? Stare tra i cadaveri. Tra feci e sudore. È vita questa? Sta ricominciando tutto di nuovo. Veloce, raccogli le tue cose e vai. Corri finché è ancora buio. Qui fuori sei già morto. Lascia gli spari riecheggiare alle tue spalle. Non guardarti indietro finché non sarai corso fuori da questa terra. Quando pensi che sia il momento in cui non puoi essere visto, la corrente può decidere come finirà questa nottata. Non cercare di immaginare cosa c’è davanti. Non permettere a niente di paralizzare la tua volontà. Attraverserai distanze enormi solo per arrivare senza nulla. Darai via tutto ciò che hai. Se navighi per la tua rotta con perseveranza e con successo, se superi gli ostacoli e hai ancora la tua vita, se sei fuggito dalla morte, se il tuo coraggio non è ancora svanito, se lo sforzo non ti ha spezzato. Loro non ti daranno il benvenuto. Non si ricordano di quando la loro terra era rigonfia. Un movimento mostruoso attraverso il mare. Quando lei ha fatto i suoi bisogni su tutto il mondo. Non cercare di immaginare cosa c’è davanti, non permettere a nulla di paralizzare la tua volontà. Segui solo i sentieri che hanno scavato nella terra proprio dietro alla loro porta.
Colui che porta Cose Maggiori
Guardate la nostra collezione di mani, teste e piedi per capire dove siamo stati. Accogliete questa parodia: la fine delle cose a cui potete credere. Vi guideremo finché sarete pelle e ossa e quando finalmente raggiungeremo la fine, cadrete tra le nostre braccia aperte e accetterete le nostre lacrime di compassione. Fate posto alla nostra vacuità. Una discesa che non finisce mai finché l’ultima cosa vivente non è la prossima ad andare. Ormai dovreste sapere che non veniamo mai in pace. Sopportate questa tragedia, avvolgetevi nelle nostre fantasie. Quando pensate a tutto ciò che avete perso, soppesatelo alla luce di ciò che avete guadagnato in cambio. Vi abbiamo fatto il regalo più grande: questo salvatore che non risorgerà mai. Colui che porta Cose Maggiori. Creatore di Giorni più Splendenti. I poliziotti della città, una notte sottozero. Una corsa in piena notte fuori città. Il passeggero è stato trovato congelato nella neve. La nostra eredità durevole. Noi vi insegniamo una via migliore. La nostra stretta di mano spaccaossa. Le coperte che vi tengono caldi le abbiamo rese infette. Colui che porta Cose Maggiori, Creatore di Giorni più Splendenti. Le vuote canzoni che canterai alla fine dei tuoi giorni.
(Dedicata a Rodney Naistus, Neil Stonechild e Lawrence Wegner, uccisi da membri del Dipartimento di Polizia di Saskatoon)
America’s Army™ (I giovani marciano)
“Benvenuti negli uffici di Analisi Economica e Forza Lavoro del nostro storico e sempre più grande campus dell’Accademia militare di West Point! Il mio nome è Mindy! È con immenso piacere che vi presento un padre amorevole di tre figli (nonché campione nell’uso sancito della forza armata nel perseguimento di obiettivi politici). Signore e signori, fate un applauso al direttore del progetto della nostra nuovissima strategia di reclutamento, che consiste nell’ingaggiare i futuri sistemi di combattimento attraverso le attuali tecnologie. Senza ulteriori indugi, ecco a voi il colonnello Casey Wardinsky!”
(applauso caloroso)
“Grazie! Permettetemi di cominciare con alcuni richiami sentimentali ai nostri miti nazionali, un assortimento di cliché coniati dallo stato, la stenografia ideologica che intende spazzare via i vostri dubbi privati su questo corso di addestramento virtuale. Questo portale, questo Cavallo di Troia per il quale voi, idioti viventi, avete pagato e che in effetti riversate in massa nelle stanze dei vostri bambini.”
(silenzio attonito)
“Ops, l’ho detto ad alta voce? Oh beh, non c’è mica niente di nuovo. È solo la logica conseguenza dei decenni di spurghi di fogna che ci avete lasciato pompare nelle vostre case. Il rumore rosa di fondo che ronza mentre in sottofondo voi vi sottoponete alla disciplina che vi imponiamo ogni giorno. Lo zucchero che aiuta a mandare giù la pillola. Nel profondo avete sempre saputo che i vostri figli già ci appartengono, e allora piantatela di recitare la parte dei genitori oltraggiati, chiudete la bocca e tornatevene al vostro posto. I vostri figli già ci appartengono. Cosa siete voi? Voi passerete a miglior vita, e loro non conosceranno nient’altro che questa cazzo di ‘comunità’, questo Gioco di Ender della vita reale. Dimenticate quello che credete di sapere.”
Cazzo, amo quel video rock dove quel fottuto miliardario testa di cazzo con la cresta saltella qua e là nel peggior salsiccia party del mondo, dove per puro caso viene colto dalle telecamere mentre stringe la mano ad una collezione incredibilmente varia di patrioti con le teste rasate. Mi piace il messaggio che manda: Con un urlo Ribelle™, Fai Esattamente Quello Che Ti Viene Detto. Un milione di stronzi non possono essere in torto? “Quand’è che il punk rock è diventato così innocuo?” Mi scuserete se vi rido in faccia mentre dettaglio le vostre entrate e powerpointizzo i vostri bilanci patrimoniali. Ho sentito che quest’anno il Vans Warped Tour “si occupa del verde!” Forse pensano che i soldi crescano sugli alberi. Spero che spediranno tutte queste band merdose oltreoceano come hanno fatto con le loro fabbriche. La musica ha il potere di descrivere, costringere, rinnovare.... tutto ciò è a un attimo dalle offerte che non potete rifiutare. Qualcuno si ricorda di quando credevamo che la musica fosse un luogo sacro e non un cazzo di bancomat? Non qualcosa che si vende e si compra? Come abbiamo fatto ad essere così ingenui? Beh, penso che, dopo tutto, solo perché eravamo giovani non significa che avevamo torto. E roccheggerò avanti e indietro con questa idea fissa da due soldi finché non si scheggerà e non verrà buttata via. Mi prenderò cura dei fiori sulla sua tomba e sussurrerò il suo nome. Se qualcuno là fuori capisce potrebbe per favore alzare la mano, solo per farmi sapere che non sono pazzo? Avete mai la sensazione di essere usati? Bene, quello è il rock per il capitalismo sostenibile, e sai, potremmo trovarci di fronte una Terra inaridita e senza vita, ma loro devono rendere conto prima di tutto ai loro azionisti. Così va il mondo.
Mezzatesta incombe
Lui aveva un sacco di soldi per essere un dink, e li teneva nascosti dai suoi giovani molestatori. Lei si cagò nelle mutande, e quando cominciò a puzzare loro risero di lei da una ringhiera al di sopra del fiume. Una dannata maledizione beige. Lei non poteva immaginare di peggio. Una volta era conosciuta per la sua arte. Non più. Sua madre lo sorprese a masturbarsi quando tornò a casa dal lavoro e questo lo portò ad infilarsi aghi nel braccio. Lei fece un pompino nel retro di un furgone e la gonorrea si sparse rapidamente sulle sue labbra. Oh cazzo! È una fottuta maledizione! Non poteva immaginare di peggio. Loro pensavano che fosse una ragazzina così per bene. Non più. Una strada accidentata per minipiselli e sfigati impuberi. Tu, con la permanente naturale! Quelli con i denti marroni, quelli con le chiazze di calvizie, le pappemolli con gli occhiali a fondo di bottiglia (Mezzatesta di merda). Gli imbranati smidollati con la stretta di mano floscia, crema per i brufoli ordinata per posta. Ragazze senza tette, ragazzi con le tette. Sua mamma gli sceglie i vestiti e lei puzza di pipì. Queste sono le strade sciagurate. Non vi uccidete ancora. Da adulti è peggio. Non vi uccidete per niente. Non ancora.
Vita disconnessa
Se fossero loro a morire sotto il sole cocente, scavando nella polvere, grattando la terra arida, se fossero le loro pance a rovesciarsi sulla sabbia, si renderebbero conto che sulla terra ricoperta di crepe il loro spirito non può trionfare. Fai un respiro. Siediti e rilassati. Goditi il tuo momento di pace. Presto tornerai lì in mezzo. Preparati a ciò che ti farà arretrare incredulo. Quando darai uno sguardo a quelli che hanno appena iniziato a percorrere i sentieri che ci hanno portato dove siamo ora. Chi sono queste ombre umane con i cuori che ancora battono? Che grattano alla porta del nostro paradiso. Perché dei cadaveri ingombrano la strada? Chi sono questi umani? Così questo è il paradiso. Al di là delle lontane mani del mondo. Tutti pensiamo di non appartenere a questo posto, ma ugualmente ci inchiniamo ai nostri Imperatori. Questo è tutto quello che c’è? Forse non abbiamo proprio niente da dire. Forse siamo davvero solo superficiali ed incapaci e stiamo solo aspettando la fine, lo spettacolo, o qualche genere di catastrofe che ci riporti a terra per stordire le nostre teste sempre chine. Per presentarci ancora una volta a colei che è incorruttibile, mentre ci fa scorrere via dalle sue vene. Uccidici per vivere ancora. In caso te lo stia chiedendo: non sto cercando di essere cinico. So come ti senti: se la tua vita è tutta sconnessa. In caso ti domani “Che cazzo c’è di sbagliato in me?”. Se tutto questo ha un senso, tu sei quello che è arrivato più fottutamente lontano. Loro hanno dei distintivi che coprono con le mani mentre colpiscono la tua cazzo di testa. Loro hanno cimiteri che riempiranno con quella testa se cominci ad andartene dappertutto. Non farò finta che siamo dalla parte dei vincitori. Ma tanto quando mai è importato? Non è mai importato.
Nome e indirizzo sconosciuti
Le seguenti opinioni non riflettono necessariamente quelle dell’ordine prevalente, che si prostra ai propri re nudi, cuce i lembi delenzuoli funebri su coste straniere, ma non versa neanche una lacrima per i morti causati dall’infinita lista di guerre informali, la cui giustificazione sarà prossimamente compitata su uno schermo vicino a te. Mi sento meno speranzoso e molto meno umano mentre passo i miei giorni a meditare vendetta e a chiedermi che fine abbia fatto il ragazzino che raccomandò “primo, non nuocere”? Attribuiscilo ad un ipertrofico sentimento di vendetta sfrenata. Qualcuno mi ha dato troppa Nuova Speranza per colazione, perché mentre l’impero colpisce (ancora) preventivamente e la voce del padre di Luke scandisce grave “questa è la CNN” mi vengono in mente ragazzini arabi massacrati ridotti a “negri del deserto” e “teste di stracci”. Ed ora si aspettano che pianga per gli americani morti? I volenterosi cittadini del carnefice? Mi dispiace molto e cerco di rifletterci su, ma quando i polli sono tornati al pollaio e le urne funerarie trasportate a mano sono tornate all’incorreggibile bullo, potrei giurare di aver sentito un coro di voci che crescendo ed abbassandosi gli auguravano tanti di quei ritorni infelici. Ma in ogni guerra intrapresa, solo i re ne escono illesi.
Il patriota del Superbowl XXXVI (Entra il Mendicante)
I patrioti del Superbowl acclamano la propaganda dell’intervallo, tette finte, trombe squillanti. La “LIBERTA’” è sotto i riflettori ed è cagata dalla fottuta bocca multimilionaria del post-hippy “chiamatemi Sir” Paul McCartney. Mitragliatrici alzate. Barili garantiti. In alto le birre! Il Bugiardo (presidenziale) è qui con noi. Bono è qui con noi! Siamo CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI! FOTTUTAMENTE CONDANNATI!
Iterazione
Donald ha pianto durante il processo. Le sue lacrime hanno attraversato il telo che nascondeva il suo volto contorto e hanno macchiato la sua divisa arancione dove con una rara eccellenza (distinction) lui una volta mostrò la prova dei suoi notevoli contributi al mantenimento di un regno. Ma questi giorni se ne sono andati. Ora non è niente più di un numero su un registro delle sentenze pieno di azionisti, ingegneri, aziende di pubbliche relazioni, politici: affaristi della guerra. “Come cazzo sono finito qui? Non è giusto. Non è un posto per un miliardario.” Cerca le parole per fermare questo tavolo a metà giro, parole come “siamo solo degli uomini anziani” o “abbiamo fatto solo ciò che ci è stato detto”, ma le risate dalla galleria soffocano queste tracce della difesa della più vecchia difesa dell’avvocatura. “La corte invierà la documentazione per ricambiare i complimenti dei magistrati; lei signore, sta per essere incoronato per il conseguimento del premio come miglior comparsa. E per la sua eccellente performance in un ruolo comico, mi piacerebbe poter dedicare le sentenze della corte ai morti.” Ma come può un uomo ripagare un debito così spaventoso? Non si possono cavare 10.000 occhi da una sola testa, così penso che dovremmo emettere una sentenza che sia al tempo stesso funzionale e poetica: perciò trascorrerai il resto dei tuoi giorni immerso nel sudore, con il viso contratto in un ghigno di terrore mentre rimuovi un altro innesco di mina sepolta in terra. Nel frattempo, cento metri più in là, dietro i sacchi di sabbia, un caposquadra senza gambe preme il grilletto rosso di un megafono. Ritorno soffocato. Risata ubriaca. Inglese zoppicante. La foto di sua figlia morta. Il tempo e la marea, nessuno può anticipare le inevitabili onde di cambiamento.